Vedo la mia mano che si schiude sul tavolo. Essa vive – sono io. Si apre, le dita si spiegano e si tendono. È posata sul dorso. Mi mostra il suo ventre grasso. Sembra una bestia rovesciata. Le dita sono le zampe. Mi diverto a muoverle, in fretta come le zampe di d’un granchio caduto sul dorso. Il granchio è morto, le zampe si rattrappiscono, si richiudono sul ventre della mia mano. Vedo le unghie – la sola cosa di me non viva. E ancora. La mia mano si rivolta, si stende pancia a terra, adesso mi presenta il dorso. Un dorso argentato, un po’ brillante – sembrerebbe un pesce, se non avesse dei peli rossi al principio delle falangi. Sento la mia mano. Sono io, queste due bestie che s’agitano all’estremità delle mie braccia. La mia mano si gratta una zampa con l’unghia d’un’altra zampa: sento il suo peso sul tavolo, che non sono io. Continua, continua quest’impressione del peso, non passa mai. Non c’è ragione perchè passi. Alla lunga è intollerabile… Ritiro la mano, me la metto in tasca. Ma subito, attraverso la stoffa, sento il calore della coscia. Ritraggo subito la mano di tasca e la lascio penzolare contro lo schienale della sedia. Adesso ne sento il peso in cima al braccio. Pesa un po’, appena appena, mollemente, midollosamente esiste. Non insisto più: dovunque la metta, continuerà ad esistere ed io continuerò a sentire che esiste; non posso sopprimerla, come non posso sopprimere il resto del mio corpo, il calore umido che m’insudicia la camicia, né tutto questo grasso caldo che si muove pigramente come se lo si rimescolasse col cucchiaio, né tutte le sensazioni che circolano lì dentro, che vanno e vengono, che salgono dal fianco all’ascella, oppure vegetano tranquillamente, dal mattino alla sera, nel loro angolo abituale.

Mi alzo di scatto: se soltanto potessi smettere di pensare, andrebbe già meglio. I pensieri, non c’è niente di più insipido. Ancora più insipido della carne. Si trascinano a non finire e lasciano un gusto strano. E poi ci sono le parole, dentro i pensieri, le parole incompiute, le frasi abbozzate che ritornano sempre [...]

Io sono cambiata. Mi sono fatta liscia e ora mi sento una nuova persona.
Non sto esagerando e non sto nemmeno scherzando.
Sono sempre io, ma con un look nuovo, che forse mi fa pure più bella.
Credo nella forza del cambiamento e nella forza dei capelli. Mi sento come Sansone.

Proprio ieri, in classe, due si sono messe a litigare. Ovviamente donne. Erano così ridicole. E’ stato così imbarazzante. Sono stata tirata in causa pure io. Di me è stato detto che sono una santa e che so sopportare la gente. E’ una mia caratteristica. E’ vera. Sono proprio così e quel lato del mio carattere è rimasto così, intatto, pronto a sbucare fuori in caso di necessità. In quello non sono cambiata per nulla. Sono felice di esser riconosciuta come una persona del genere. Sono simile a mia mamma. Lei è così. Ascolta tutti ed è sempre gentile. Forse io gentile come lei ancora non lo sono, ma ci arriverò piano piano. Sono a tratti impulsiva. Come mio padre.

Questa volta mio padre l’ha combinata grossa. Era andato con mia sorella minore nel mio paese per rinnovare documenti. Tornando in Italia però, due settimane dopo, è stato bloccato alla dogana con la piccola, perché il suo permesso di soggiorno nel frattempo era scaduto. Ora lui e mia sorella sono in Romania, nella città di Timișoara, in un albergo vicino alla stazione. Ok, una svista. Mia madre, però, adesso deve partire, mollare il lavoro per andare a recuperare almeno la piccola, perché deve terminare la scuola e a giugno ha un’esame. Andare e tornare in Romania in 24 ore possibilmente. E’ una situazione assurda. Mio padre è stato proprio scemo. Come si fa a organizzare un viaggio e non controllare i propri documenti?! Dopo questa, mia sorella maggiore ha consigliato vivamente a mia madre di vivere per un po’ separata da mio padre. Mia madre è di nuovo stressata, spaventata, in crisi. Non ci voleva. Per di più la nostra situazione economica non è delle migliori. Potete immaginare il resto. Cosa farà mio padre dopo quando mia madre verrà a recuperare la piccola stanca e traumatizzata e lui rimarrà da solo? Sinceramente non lo so e questo mi spaventa. E’ disoccupato. Non ha il permesso di soggiorno. Si trova in paese straniero; nemmeno in Ucraina! Non ha i bagagli, perché il pullman che li riportava in Italia è dovuto comunque partire con gli altri passeggeri e pure i suoi bagagli, mollando mio padre e mia sorella bloccati alla dogana. Perché diavolo non si è preso i bagagli con sé vallo a capire! Bon, la situazione è questa. Io ne ho scritto. Per sfogarmi. Io non ho più parole.

Questi sono i recenti episodi che animano la mia vita.
Belli, nevvero?

Sono andata dalla psicologa, ma non ci é molto di cui parlare. É come qui, ma qui io scrivo, mentre lá parlo e scrivo, quel diario che ogni mi scordo di compilare. Le ho detto che sono completamente assorbita dalla scuola e che spesso il pomeriggio me lo dormo. Le ho detto che mi obbligo a non sentire niente perché per me é meglio non sentire nulla piuttosto che arrabbiarmi con i miei che non parlano di nuovo. Mio padre ha chiuso il telefono in faccia a mia mamma. Come un bambino. Impulsivo e impaziente. Come un bambino che non ha ancora imparato a voler bene alla famiglia e a non pensare solo a sé stesso. Ma é piú forte di lui. Ha paura del parere della gente, comunica le notizie all’ultimo, scappa e fugge.
Ma odio anche la mamma in questi casi, perché non rispetta la mia pace interiore, che gliene dice di cotte e di crude alle spalle, ma poi quando é tra di noi fa la sottomessa e la moglie perfettina.
Per tutto questo io sembro un Buddha e voglio sembrare un Buddha. Non voglio avere a che vedere con le loro questioni per ora e quindi ne resto fuori.
Il consiglio della psicologa é stato di dar tempo alle emozioni. E ha ragione. Ci vuole molto tempo.
Ora che siamo sole, perché mio padre é via peró, mi piacerebbe che la mamma si rendesse conto di quanto staremmo bene senza di lui e di quanto stiamo sempre come marmotte allerta quando lui é in casa. Chissá se se ne rende conto…
Tutto procede, deve procedere.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 64 follower